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	<title>Borgo San Marco</title>
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	<description>Masseria Relais a Fasano</description>
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		<title>Un&#8217;antica storia pugliese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[vittorio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Mar 2021 17:28:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La masseria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra gli affreschi ritrovati nelle grotte di Borgo San Marco, un’epigrafe dipinta si trova al fianco del magnifico Cristo Pantocratore che, effigiato in trono nell’abside della cripta, benedice sollevando un braccio, in mezzo ai Santi Medici Cosma e Damiano. A loro è intitolato il bellissimo tempietto scavato nel tenero carparo, all’interno di una lama ricoperta di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra gli affreschi ritrovati nelle grotte di <b>Borgo San Marco</b>, un’epigrafe dipinta si trova al fianco del magnifico Cristo Pantocratore che, effigiato in trono nell’abside della cripta, benedice sollevando un braccio, in mezzo ai Santi Medici Cosma e Damiano.</p>
<p>A loro è intitolato il bellissimo tempietto scavato nel tenero carparo, all’interno di una lama ricoperta di ulivi secolari.</p>
<p>Sulla destra del Gesù intronizzato, si legge la scritta dedicatoria recita testualmente: MEME TO D(OMI) E / FAMULA TUA / DESPINA (vale a dire: «Ricordati, oh Signore, della devota tua, Despina»).</p>
<p>Dunque, la committente è una donna, Despina, che fra XII e XIII secolo, epoca a cui si può far risalire il contesto pittorico, è talmente benestante da poter commissionare un ciclo affrescato di straordinario livello artistico e di notevole costo.</p>
<p>Questa committenza femminile non soltanto costituisce una rarità, ma testimonia anche dell’elevata disponibilità economica (e perciò dell’elevato potere) di una offerente appartenente al gentil sesso: un elemento sicuramente inconsueto e pertanto prezioso, in una società, come quella del Basso Medioevo, normalmente organizzata attorno a poteri in prevalenza maschili.</p>
<p>Se non allude a una monaca particolarmente abbiente, la pregevole iscrizione potrebbe essere il sintomo della presenza, nel comprensorio di Fasano, di una ricca signora che poteva permettersi il lusso, estremo, di ingaggiare artisti di prim’ordine, e di pagarne profumatamente il sopraffino lavoro.</p>
<p>Ma chi era Despina? A quale famiglia – di probabile origine greco-orientale, dato il nome – apparteneva? Ancora non possiamo saperlo.</p>
<p>Di certo, affiora un che di emancipazione e affermazione muliebre, in una dedica latina che porta a riconsiderare l’entità e la composizione sociale dei frequentatori dell’habitat rupestre: non più solamente monaci e agricoltori.</p>
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		<title>Meraviglie pittoriche in San Marco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[vittorio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Mar 2021 17:21:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La masseria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Affiorano Nuove Scoperte nella Chiesa Rupestre Nella chiesa rupestre di masseria Borgo San Marco, recentemente sottoposta a un ottimo restauro (finanziato dal proprietario Dott. Alessandro Amati, eseguito da Nori Meo-Evoli e regolarmente autorizzato dalla Soprintendenza per i beni storici artistici ed etnoantropologici della Puglia, con prot. n. 3016 del18 maggio 2010), sono riapparsi degli inediti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Affiorano Nuove Scoperte nella Chiesa Rupestre</strong></p>
<p>Nella chiesa rupestre di masseria Borgo San Marco, recentemente sottoposta a un ottimo restauro (finanziato dal proprietario Dott. Alessandro Amati, eseguito da Nori Meo-Evoli e regolarmente autorizzato dalla Soprintendenza per i beni storici artistici ed etnoantropologici della Puglia, con prot. n. 3016 del18 maggio 2010), sono riapparsi degli inediti affreschi, di straordinaria importanza.<br />
Da decenni, forse da secoli, quelle immagini di santi e quelle didascalie medievali erano sepolte sotto una coltre di intonaco e calce. Adesso tornano a splendere e ad arricchire il patrimonio dei beni storico-culturali di Fasano, quasi fossero un bel regalo natalizio, quasi rappresentassero un buon auspicio per l’anno nuovo, un augurio di rinascita per un territorio traboccante di tesori immensi e, purtroppo, spesso incompresi.</p>
<p><strong>Una ricca signora del Medioevo</strong></p>
<p>Le informazioni che la recente scoperta ci comunica si sono subito rivelate interessanti e, per alcuni versi, addirittura sensazionali. Innanzi tutto va segnalata un’epigrafe dipinta, fin qui mai notata dagli studiosi, ricomparsa un po’ magicamente a fianco del magnifico Cristo Pantocratore che, effigiato in trono nell’abside della cripta, benedice sollevando un braccio, in mezzo ai Santi Medici Cosma e Damiano (ai quali, verosimilmente, è intitolato il bellissimo tempietto scavato nel tenero carparo, all’interno di una lama ricoperta di ulivi secolari). Sulla destra del Gesù intronizzato, la scritta dedicatoria recita testualmente: MEME TO D(OMI) E / FAMULA TUA / DESPINA (vale a dire: «Ricordati, oh Signore, della devota tua, Despina»). Dunque, la dedicante è una donna, Despina, che fra XII e XIII secolo, epoca a cui si può far risalire il contesto pittorico, è talmente benestante da poter commissionare un ciclo affrescato di eccelso livello artistico e, quindi, di notevole costo. Questa committenza femminile non soltanto costituisce, in generale, una rarità, ma testimonia anche dell’elevata disponibilità economica (e perciò dell’elevato potere) di una offerente appartenente al gentil sesso: un elemento sicuramente inconsueto e pertanto prezioso, in una società, come quella del Basso Medioevo, normalmente organizzata attorno a poteri in prevalenza maschili. Se non allude a una monaca particolarmente abbiente, la pregevole iscrizione potrebbe essere il sintomo della presenza, nel comprensorio di Fasano, di una ricca signora che poteva permettersi il lusso, estremo, di ingaggiare artisti di prim’ordine, e di pagarne profumatamente il sopraffino lavoro. Ma chi era Despina? A quale famiglia – di probabile origine greco-orientale, dato il nome – apparteneva? Ancora non possiamo saperlo. Di certo, affiora un che di emancipazione e affermazione muliebre, in una dedica latina che porta a riconsiderare l’entità e la composizione sociale dei frequentatori dell’habitat rupestre: non più solamente monaci e agricoltori. E le sorprese della grotta non finiscono qui…</p>
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		<title>La vera esperienza in Masseria a Fasano, relax tra campagna e mare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[vittorio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Mar 2021 10:07:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La masseria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Puglia è un viaggio, un’esperienza che desta meraviglia perché poche altre sono le terre dove la bellezza va in processione come le feste di santi e madonne. Le masserie in Puglia sono fanciulle vestite di bianco che cantano l’amore per il Sole. I centri storici a Fasano e dintorni sono batuffoli di zucchero a velo gonfi di Barocco. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Puglia è un viaggio</strong>, un’esperienza che desta meraviglia perché poche altre sono le terre dove la bellezza va in processione come le feste di santi e madonne.</p>
<p>Le <strong>masserie in Puglia</strong> sono fanciulle vestite di bianco che cantano l’amore per il Sole. I centri storici a <strong>Fasano e dintorni</strong> sono batuffoli di zucchero a velo gonfi di Barocco.</p>
<p>Dove i colori sono gli ingredienti da impastare come un buon pane e la luce del sole è il lievito che tutto fa crescere, splendere, desiderare.</p>
<p>Dove gli <strong>ulivi monumentali</strong> hanno affrontato i secoli e sono stati d’ispirazione a re e papi.</p>
<p>Dove il cielo è sfidato con le ardite cattedrali del romanico-pugliese. Dove nella pancia del calcare, invece, si è sfidato il buio con mille e brillanti <strong>affreschi antichi</strong> di uno straordinario <strong>Medioevo rupestre</strong>.</p>
<p>La Puglia ha la <strong>magia della pietra</strong>, del vento, del mare, del sale nell’aria.</p>
<p>Sono queste le strade invisibili da cercare, da annusare, perché seguendo queste vie la magia, la sorpresa, lo stupore, prenderanno forma, diverranno materia per gli occhi e poesia per il resto dei sensi.</p>
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